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martedì 28 settembre 2010

Nostalgia

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Josè Mourinho, nella tradizionale conferenza stampa alla vigilia del turno di Champions League, si alza e se ne va. Alcuni dei giornalisti accorsi gli avevano appena chiesto il motivo per cui Pedro, un giovane del Real che non aveva sfigurato in campionato, non fosse stato convocato.
Prima di andarsene però, Mourinho ha intavolato una filippica che i giornalisti non si sono risparmiati a titolare come "ennesimo show del Mourinho furioso" e via sbrodolando nell'approfittare della capacità ciceronica dell'allenatore di Setubal di ammaliare i media con i suoi exploits comunicativi.

Nonostante la furia assassina percepita da chi ha riportato sui giornali questa conferenza stampa, è divertentissimo osservare il modo in cui 'lo straniero' a stento trattenga il sorriso durante tutto il minuto e mezzo o poco più che impiega ad indottrinare i giornalisti su cosa debbano essere interessati o meno in sede di conferenza stampa pre-Champions.

Naturalmente, il giubilo che viene goffamente soffocato nell'atto di arringare, deriva dalla consapevolezza dell'allenatore di avere l'occasione, con la domanda che gli viene posta, di poter dar vita a quello show che, nelle ore successive alla conferenza stampa, garantirà la tranquillità necessaria alla squadra per poter affrontare la difficile sfida di Champions League contro l'Auxerre.

Occasione che egli naturalmente raccoglie al volo e che si sarebbe in ogni caso creato da sè nel momento in cui una domanda così sciocca non fosse stata posta.

Infatti, ora non si fa altro che parlare di questo fantomatico "ennesimo show" (durante il quale, tra l'altro, secondo chi scrive egli dice delle cose giustissime), mentre non si discute delle difficoltà del Real Madrid, solo quarto in campionato, addirittura reduce da uno scialbo pareggio a reti inviolate contro la terz'ultima squadra di Spagna, il Levante.

Gigi Del Neri, la pantera rosa.
Visto dall'Italia, non si può che invidiare ai cugini spagnoli il valore aggiunto dato dalla presenza di un personaggio di tale levatura nel proprio campionato, soprattutto se pensiamo sconfortati alla finta umiltà scaramantica del perdente Ranieri, alla mediocrità aziendale di Allegri, al realismo forzato di Del Neri (il quale, con tali sembianze fisiche troppo ricorda la pantera rosa minando irrecuperabilmente la credibilità di tutto ciò che dice) ed infine alle dichiarazioni battagliere di Benitez, un altro che con quell'aria da picnic domenicale, riuscirebbe a demotivare persino il più perfido addestratore di marines.

Insomma, la nostalgia ci sta logorando e la noia sta prendendo inesorabilmente il sopravvento.

A questo punto, solo un Chievo primo in classifica fino all'ultima giornata di campionato sarebbe in grado di sollevarci dalla prevedibile mediocrità del nostro calcio.

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