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domenica 9 dicembre 2012

Le Primarie

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Avevamo ormai perso quasi ogni speranza nei confronti di un partito che ingiustamente veniva equiparato insieme a tutti gli altri al peggio che la nostra politica aveva saputo esprimere negli sciagurati anni della seconda repubblica. Eravamo tanto delusi dalle sovrastrutture ideologiche e dal conservatorismo contraddittoriamente espresso dai suoi dirigenti, tanto intolleranti da cavalcare il progressismo solo finchè esso non riguardasse il rinnovamento delle loro cariche, che ci eravamo dimenticati di trovarci di fronte ad un movimento culturale di portata nazionale e democratico, capace di rinnovare e di riavvicinare sorprendentemente la società civile alla politica.

Il confronto tra i candidati alle primarie del centro-sinistra è stato infatti un momento mediatico-politico tra i più importanti nella storia italiana degli ultimi vent'anni che ha legittimato di nuovo una forza politica di stampo partitico che aveva perso la fiducia dei suoi elettori per cause molteplici, non ultima delle quali la chiusura tecnocratica in se stessa tipica degli enti burocratici giunti alla fine del proprio ciclo vitale e scientificamente provata come inevitabile in numerosi studi sulle organizzazioni e delle scienze sociali.

Quest'importanza è data da due motivi fondamentali, legati indissolubilmente alla definizione della natura dell'evento: politico-mediatico ed il primo è causa del secondo:

In primo luogo, il dibattito televisivo e l'importanza mediatica del dibattito, ovvero la forma attraverso la quale esso si è palesato, hanno ridato vita al legame indissolubile tra la politica ed i cittadini, riportando la classe dirigente di un intero paese a stretto contatto con il suo popolo. Sembra scontato, ma in un periodo in cui l'unico contatto tra politica e società civile avveniva ormai unicamente attraverso la fusione delle due cose all'interno ad esempio di un movimento come quello delle 5 Stelle, l'avvicinamento della politica ai cittadini è servito per dare la possibilità a questi ultimi di partecipare di nuovo alla cosa pubblica senza per forza doversi impegnare in modo privato. Infatti, solo chi è demagogicamente predisposto al luogo comune darebbe per scontato il bisogno di tutti i cittadini di partecipare a tutti i costi alla cosa pubblica, scambiando la passione per certi temi con il dovere quotidiano dell'impegno sociale. Le iniziative dei cittadini fino ad oggi non hanno fatto altro che sopperire alle mancanze della politica e solo qualora essa riesca di nuovo a mettersi al servizio dei primi, questi stessi cittadini che oggi sono costretti a fare i politici potranno tornare a fare i cittadini e lasciare ai politici il compito per cui sono preposti, ovvero servire le istituzioni, in una distinzione dei ruoli che nella normalità di una comunità compiuta è certamente benefica.

In secondo luogo, grazie a questo confronto telvisivo, si è sorprendemente tornato a parlare di contenuti ed il vuoto all'interno dei contenitori televisivi si è improvvisamente riempito di proposte ed idee dando vita a quella svolta che i movimenti culturali nati nei blog avevano inconsciamente chiesto fino ad oggi. Ed è grazie all'esempio del centro-sinistra se torneremo ad avere dei dibattiti in cui i candidati anche di destra avranno la possibilità di mettersi in gioco attraverso l'espressione di idee e forse anche di ideologie, ormai orfani di quel conflitto di interessi che ha bloccato per vent'anni lo sviluppo di cui l'Italia più di altri paesi europei aveva sempre avuto bisogno.

Quindi, se il mezzo è il messaggio, nella serata del confronto dei candidati alle primarie del centro-sinistra siamo stati costretti a rivalutare il mezzo televisivo che, quando viene usato in modo appropriato è ancora un mezzo utile al confronto politico e, in ultima istanza, alla realizzazione della democrazia. In questo senso, di primaria importanza sono non solo la volontà dei politici, ma anche e soprattutto la professionalità e la libertà dei giornalisti, capaci di fare domande e di pretendere il silenzio laddove esso è dovuto. In tutto questo, è comunque naturale e scontata la spinta data dagli stessi movimenti che sono nati nel vuoto di una politica completamente distaccata dal suo compito principale, coloro i quali con la loro nascita hanno costretto al bilanciamento verso il basso quei partiti che si erano allontanati dallo scopo per il quale erano stati creati. Ed è in questo spirito di sopravvivenza che può avvenire il cambiamento, in un sistema in cui tutti gli attori sono funzionali ad uno sviluppo democratico del paese, compresi i movimenti, con il loro spirito rivoluzionario e modernista.

E' quindi triste vedere come anche questo slancio democratico venga immediatamente vanificato dalle purtroppo attuali questioni che riguardano Berlusconi e i suoi stipendiati eletti dall'ignoranza di chi ha sempre malvotato e dalla visita para-politica ed inspiegata di Bersani in Libia, corredata da domande di politica interna da parte di giornalisti asserviti.

Fosse altrimenti, non saremmo italiani e saremmo il popolo più benestante del globo.



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venerdì 29 aprile 2011

il bisogno di eroi

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In concomitanza della festa dei lavoratori e dell'ormai tradizionale concerto di San Giovanni, la chiesa cattolica ha vilmente deciso di celebrare nello stesso giorno anche la santificazione di Giovanni Paolo II.

Tralasciando le cause mediatiche di questa santificazione tanto immediata quanto moralmente ingiustificata, anche se un'istituzione che ha l'usanza di santificare può naturalmente santificare chiunque voglia, vorremmo soffermarci su alcuni piccoli particolari che sono emersi leggendo l'interessante intervista di Zucconi a Joaquin Navarro-Valls, fidato di Wojtyla, compagno di una vita che per decenni ha fatto coppia fissa con il santo.

In questo caso è favoloso constatare il modo di nascita del mito che, nella sua formazione, deriva certamente dal pregiudizio di straordinarietà nei confronti di una persona o di un evento. E' così che delle cose normali divengono straordinarie attraverso l'enfasi di chi le osserva, soprattutto quando si tratta di personaggi televisivi particolarmente importanti come lo è stato il papa di cui sopra.

E quindi, non sorprende che in un periodo in cui si sta facendo a gara per rivelare fatti particolari o classici aneddoti da intervista, ci si impressioni di fronte a modi e costumi peculiarissimi e straordinariamente fuori dal comune del trapassato papa. Ricordiamo ad esempio il suo stoico atteggiamento nei luoghi caldi: "Lui, con straordinaria e discreta eleganza, ritardava di bere". Oppure la sua epica efficienza nelle trasferte: "Voleva sempre che si viaggiasse di notte nei voli intercontinentali, per arrivare al mattino sul posto e avere così davanti a sé tutta una giornata di lavoro."

Senza contare il ricordo(*) dell'epocale intervento epistolare nei confronti della Russia che miracolosamente fermò l'invasione della Polonia e che tanto ricorda le telefonate risolutorie sbandierate propagandisticamente dal nostro premier, anch'egli tra l'altro in odore di santità, come da lui stesso confessato.

O infine la sua geniale noncuranza nei confronti del giudizio delle telecamere: "Per lui le telecamere, il trucco, le luci non esistevano. Questi atteggiamenti da personaggetti che si fanno spiegare come e dove devono guardare, se fissare l'obbiettivo o guardare fuori, se sorridere o sembrare seri, non lo sfioravano mai. I primi tempi mi preoccupavo, sapendo quanto la telecamera possa essere crudele. Ma per lui comunicare era far apparire la verità, non costruire un'apparenza".
 
A questo punto, non ci resta che attendere il ricordo commosso di chi  un giorno racconterà il severo ma allo stesso tempo sereno ammonimento del papa al suo truccatore nell'invitarlo a non coprire troppo le sue rughe, poichè ci aveva messo una vita a farle.


(*) Come Leone Magno con Attila? Per ordinargli in nome di Dio di non toccare la Polonia?
"No, sarebbe forse stato un errore, avrebbe fatto infuriare il Cremlino e offeso l'orgoglio dei sovietici. Gli scrisse, con grande chiarezza e con la conoscenza diretta che aveva di quei regimi e della loro mentalità, solo per ricordargli che appena cinque anni prima, nel 1975, lui stesso, Breznev, aveva firmato a Helsinki un trattato solenne in cui l'Urss si impegnava a non interferire negli affari interni di ogni altra nazione europea. Dunque, se avesse invaso la Polonia avrebbe violato la sua stessa parola, la parola dell'Unione Sovietica".
E Breznev rispose?
"Sì, ma non con una lettera, né per via diplomatica. La sua vera risposta fu la rinuncia all'azione di forza. Eppure Breznev sapeva, come sapevamo tutti, che lasciare la Polonia al proprio destino sarebbe stata la fine per la stessa Unione Sovietica e che il sogno del Papa, che era un'Europa dall'Atlantico agli Urali, ma senza il dominio di una potenza, si sarebbe inesorabilmente avvicinato".

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giovedì 31 marzo 2011

il senso della vita

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Ho delle difficoltà insormontabili a comprendere l'utilità di un uomo che commenta serioso lo sbarco di Simona Ventura all'Isola dei Famosi, in loco, in Honduras (mi pare si svolga lì il reality).

Queste difficoltà divengono addirittura nemmeno razionalmente avvicinabili quando il commento è fatto di sesquipedali banalità come: Simona si è messa in gioco, Simona non ha sfruttato il seppur sfruttabile momento di dolore di Nina Moric, questa è l'isola dei non famosi, con Simona all'isola è salito l'audience.

Probabilmete neanche il mitico capo indiano Estiqaatsi saprebbe dare una spiegazione di senso compiuto a queste bizzarre espressioni dell'intelletto umano.

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lunedì 28 marzo 2011

segnalator

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L'ultima trovata di Saviano, sulla scia delle liste di Vieni Via Con Me, ispirate a loro volta alle liste di cui si era interessato Umberto Eco e di cui aveva parlato a CheTempoCheFa, è stata quella di chiedere ai lettori di stilare una lista delle dieci cose per cui vale la pena vivere. Lo scrittore ha poi scelto e pubblicato le migliori.

Questo tipo di liste sono divertenti da leggere e stanno avendo successo per un motivo molto semplice: elencano delle cose spesso piccole e semplici nei confronti delle quali tutti si possono identificare trovandole tutte assolutamente piacevoli, senza eccezione. Ci si trova così a dire che sì, è vero, è bello camminare a piedi nudi sulla sabbia o piangere guardando La Vita è Bella.

A lato di questa considerazione, si potrebbe anche affrontare il discorso facendo riferimento al ruolo dei neuroni specchio e della capacità dell'uomo di identificarsi nella piacevolezza altrui facendola propria oppure facendo riferimento al risveglio di sensazioni assopitesi attraverso l'effetto madeledine ed al piacere provocato dalla rinascita di alcuni ricordi.

In ogni caso, si sappia che l'idea di Saviano non è originale e che negli Stati uniti, tempo fa, Neil Pasricha ha creato un blog in cui voleva elencare tutti quei piccoli piaceri della vita nel confronto dei quali di solito non facciamo attenzione e che invece andrebbero apprezzati pienamente ogni volta. La lettura di questo elenco ci fa capire quanto bella e piacevole sia la vita e di quanto invece l'avere un approccio negativo verso ciò che viviamo ci faccia perdere di vista queste piacevolezze.

Naturalmente anche i lettori hanno partecipato a questo meraviglioso elenco ed il risultato è stato un successo clamoroso e come di solito accade negli States la pubblicazione di un paio di libri.

Per chi volesse dare un'occhiata, qui c'è la conferenza tenuta da Neil Pasricha per TED e qui l'elenco delle 1000 cose più belle (Top 1000 Awesome Things).

Della serie: terapia per tutti.

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domenica 27 marzo 2011

un uomo un perché

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Colto dall'improvvisa pesantezza che notoriamente viene provocata dalle temibili polpettine scandinave, mi sono addivanato per assecondare l'inevitabile appisolamento che mi aveva colpito e mi sono sottoposto alla terribile visione di programmi televisivi italiani, come mi succede di solito una volta al mese.

Ed é cosí che nella sorpresa personale, non dopo aver notato per l'ennesima volta come le reti commerciali e quelle pubbliche producano programmi pressoché identici nei contenuti e nel format e speculari nell'orario, mi sono reso conto di come le tonnellate di chiacchiere che abbondano nei tubi catodici servano a volte ad approfondire utilmente concetti a volte complessi in modo facilmente fruibile e quindi non eccessivamente gravoso su un intelletto appesantito da cibi poco digeribili.

Poi ho sentito Klaus Davi chiedere a Raul Bova se non si esagerasse con l'intromissione dei media nella vita privata anche dei politici e mi sono svegliato di soprassalto dai miei cinque minuti di sogni speranzosi dai quali ero stato incomprensibilmente impossessato.

Quest'esperienza mistica mi é almeno servita a rendermi conto dell'effetto stupefacente che hanno alcuni tipi di polpette sull'essere umano.

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mercoledì 23 marzo 2011

credenziali

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E' recente la storia del ministro tedesco aristocratico detentore di Phd dimessosi dopo essere stato accusato di plagio nella sua tesi di dottorato e dopo che il plagio si è rivelato tale.

Di questi giorni è invece la scoperta del falso curriculum della Santadechè (copy right: Dagospia) la quale si è ingiustamente vantata di aver conseguito un Master alla Bocconi SDA (più semplicemente avrebbe potuto frequentarlo veramente, non le sarebbe costata una fatica insostenibile). Dopotutto è molto italiano il vizio di condire ed abbellire il proprio cv con fatti, seminari, corsi e diplomi totalmente falsi o inventati e soprattutto è una necessità dovuta per chi si affaccia nel mondo del lavoro ovunque (qualora le baggianate non siano clamorose come quella di cui sopra) e quindi la plasticata onorevole è mezza giustificata.

Questi due fattucoli fanno però tornare alla mente le comiche gesta del nostro presidente del consiglio quando, a metà degli anni ottanta, addirittura si prese la briga di copiare prefazione e traduzione di testo latino da un libro scritto da un esimio professore universitario, mettendo la propria firma in un'edizione da un migliaio di copie da lui commissionate per sè e i propri amici, in modo da potersi bullare in modo illegittimo del suo eclettico bagaglio culturale.

Naturalmente, il fatto non si consumò solo nella copiatura e nella tragica scoperta del plagio, ma grazie all'incauta ironia del professore plagiato si protrarrò anche nel tempo: quest'ultimo infatti più volte minacciò il cavaliere di denunciarlo per gli ingiuriosi fatti di cui si era reso protagonista provocando in questo modo le tipiche reazioni del valoroso imprenditore. Ovvero continui tentativi di persuasione attraverso regali puntualmente rispediti al mittente, barzellette esilaranti e adulazioni gratuite quanto sorprendenti nella loro spudoratezza.

Fino all'epico bigliettino finale: "Per carità non mi rovini!!!" (sì, esclamativi inclusi!).

Per chi volesse leggere tutta la storia, ecco l'incredibile articolo di Marco Travaglio.

Ah, dimenticavo: naturalmente Travaglio scrisse nel 2006 quell'articolo solo per puro, fazioso e terroristico quanto deplorevole anti-berlusconismo.


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mercoledì 16 marzo 2011

vi prego basta

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Secondo colui che viene illegittimamente fregiato del titolo di filosofo da parte dei molti che a sinistra pendono dalle sue labbra secche e ormai prive di una decente salivazione, il modo per aumentare la crescita e di stimolarne il difficoltoso avvio in questi tempi nefasti di crisi economiche e catasrofi naturali è, udite udite, una tassa di scopo, della quale aveva già in precedenza parlato ad Annozero, dopo la lezioncina del guru Tremonti il quale tra l'altro si era prodigato con tanto di lavagna a spiegare le ovvietà più palesi riguardo al fenomeno della globalizzazione.

Tale tassa di scopo che in pratica corrisponde ad un semplice e più chiaro aumento delle tasse (quando il parere poco scientifico di chi scrive è che la crescita sarebbe stimolata da una diminuzione delle tasse alle imprese), secondo il professorino dalla bianca barba dovrebbe essere applicata per giustizia sociale ai ceti medio alti/altissimi, ovvero quelli che lui attesta essere intorno ai 40.000 euro annui!

L'espressione dell'ncredula Gruber dopo tale arguta analisi è impagabile.

Ma chi li vuole più ascoltare questi qua? Ma di cosa stiamo parlando?


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sabato 12 marzo 2011

vino al vino

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Puntata precedente: pane al pane

Ferrara è un'ipocrita idiota al soldo di Berlusconi, messo a condurre una rubrica che andrà in onda subito dopo il TG1, sulla scia dell'audience dei pochi ultracinquantenni ancora affezionati al telegiornale nazionale, in modo da rafforzare il consenso dell'attuale presidente del consiglio, in caduta libera anche  tra coloro che appartengono a questa categoria di italiani, attraverso della becera propaganda politica in vista delle prossime elezioni.

Altro che voce non banale ed intelligente che contribuisce al pluralismo televisivo.

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trappole mediatiche

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Il cerotto, naturalmente, è puramente sensazionalista.

Solo tre giorni fa scrissi questo:
E così oggi il ministro Alfano, che doveva presiedere a Strasburgo, se ne è andato dal presidente della Repubblica per presentare una fantomatica riforma della giustizia e noi idioti, cavalcando i dotti editoriali delle maggiori testate giornalistiche, stiamo qui ad arrovellarci il cervello per capire se le nuove leggi siano buone o meno, prendendole grevemente sul serio.

E oggi, Luca Sofri, braccio mediatico di Renzi, scrive un post titolato "L'esperto Caselli" che inizia così:
Quando un giornale pubblica il parere di un magistrato su cose che riguardano la giustizia, noialtri persone qualunque lo leggiamo con l’attenzione di chi cerca guide tecniche e competenti in un campo ignoto e ostile. Ancora di più questo avviene quando il tema è delicato e complesso come la riforma Alfano e l’esperto è un magistrato famoso e importante come Giancarlo Caselli.

Basta una favetta e accorrono i piccioni.

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mercoledì 9 marzo 2011

punti di vista

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corriere.it

repubblica.it

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martedì 8 marzo 2011

un lavoro sporco

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Quello del critico televisivo. Ma qualcuno dovrà pur farlo.



Riporto una parte di un post che condivido in tutto e per tutto e che tocca un argomento di cui avrei voluto parlare dopo aver letto lo stesso articolo al quale il post di cui sotto si riferisce. L'articolo è stato scritto da Aldo Grasso e parla di Saviano e della sua ultima comparsata ospite di Fabio Fazio a CheTempoCheFa. Aldo Grasso, uno che campa parlando di TV e auditel come se interessasse a qualcuno. Roba da inutili triennali fabbrica-disoccupati di Scienze della Comunicazione: Teoria e Tecnica della Comunicazione Radio Televisiva. Della serie: i media del futuro.

"Resta il fatto curioso che quando gli scrittori impegnati non vogliono o non sanno parlare alla gente li si accusa di essere «radical chic da salotto».
Quando invece ci provano e ci riescono, ecco che diventano «autocompiaciuti», «roba da Paolo Bonolis», «innamorati dei brividi che il successo tv sa procurare», «ebbri dell’abbraccio della folla», insomma era meglio se Saviano andava «un po’ all’estero» invece di fare tivù." (A.Gilioli di Piovono Rane)

 Ma che senso ha, Aldo Grasso?

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mai colpa nostra

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Certo, quando ci si trova di fronte a delle malefatte e a dei comportamenti corrotti della levatura di quelli di Luciano Moggi e della Juventus pre-calciopoli, è difficile non parlare degli arbitri. Ma quando ci si riferisce ad un fantomatico "aiutino" ricevuto dal Barcellona contro l'Arsenal ed io sinceramente non riesco a capacitarmi di quale fosse stato questo aiutino (forse il secondo giallo a Van Persie, seppur legittimo, ma dubbio e in ogni caso non si può pretendere dall'arbitro di capire le intenzioni dei giocatori e di saper quindi leggere nel pensiero) dopo una partita in cui la squadra di casa ha dominato, in cui Messi, Iniesta e Xavi sono stati semplicemente straordinari e anzi incredibili, in cui l'Arsenal non è riuscita a far nulla nemmeno a segnare il proprio gol che è stato infatti il risultato di un goffo autogol

bè allora mi viene da pensare che noi italiani siamo veramente malati.

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giovedì 3 marzo 2011

il terzista moderato

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Beppe Severgnini è un giornalista scrittore che viaggia molto e che lavora per il Corriere della Sera. Tempo fa affermò che le adozioni eventualmente concesse alle coppie omosessuali e addirittura i matrimoni tra coppie dello stesso sesso andassero contro il buon senso, la storia e la natura.

Naturalmente molti di noi (io, minimal, metilparaben...) hanno tentato di spiegare al sedicente liberista quanto le sue affermazioni derivassero non solo dal non buon senso, ma addirittura da una certa dose di idiozia o alla meno peggio da disinformazione e ignoranza.

Naturalmente ognuno è libero di avere ed esprimere qualsiasi tipo di opinione anche se da chi scrive sul Corriere della Sera ci si aspettasse un pochino di preparazione in più. Anche se, a dirla tutta, non si capisce perchè ci dovremmo aspettare da Severgnini quello che non ci aspettiamo da Belpietro o Facci.

Ma il punto è che Beppe Sevegnini mantiene contatti con il proprio pubblico in modo molto attivo attraverso una rubrica online, Italians, e spesso con cene in giro per il mondo. Ecco, dopo la sua poco felice uscita sui matrimoni e le adozioni per i gay, l'argomento non è più stato toccato in questi luoghi e stento a credere che nessuno dei tanti lettori lo abbia più sollevato.

Io stesso ho scritto invano più volte.

Evidentemente, così come fa il grande comunicatore, meglio soprassedere e fare calmare le acque prima di affrontare l'argomento di nuovo.

Meglio fare come fece Mastella:


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sabato 26 febbraio 2011

teoria e tecnica della comunicazione di massa

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La tecnica attraverso la quale il Caimano comunica è sempre la stessa e sembra strano che non l'abbiano ancora capito a sinistra quei geni del marketing delle maniche rimboccate e del tetro messaggio della fatica (se l'avessero capito avrebbero adottato delle contromisure efficaci, di cui non v'è traccia, visto che in realtà non v'è traccia di nulla).

Negli sfortunati periodi nei quali emerge qualche scandalo, fittizio o reale che sia, bisogna scomparire e attendere che passi la tempesta. E' infatto inutile tentare di combattere lo scandalo negandolo, anzi bisogna rimanere sulla difensiva senza proferire parola alcuna e semmai tentare attraverso i propri mezzi di comunicazione di massa di delegittimare coloro che cavalcano lo scandalo, creandone di nuovi per coloro che tentano di cavalcare, veri o fittizi che siano.
La tecnica è la stessa usata dagli arbitri nel poco affascinante sport dell'ice-hockey quando emergono dei conflitti irreparabili tra due testosteronici giocatori, infatti in queste occasioni la parola d'ordine è non intervenire: si lasciano scontrare i giocatori liberamente facendoli affaticare in una scazzottata che non può per forza durare per sempre. Inveitabilmente le energie dopo poco tempo finiscono e tutto può tornare come prima.

Lo stesso accade nella politica: si lasciano sfogare le accuse di chi esalta questi scandali rimanendo passivi e aspettando mestamente che si calmino le acque.

Poi, quando la tempesta è passata, si esce dalla propria cantina (vorrei dire bunker) rompendo il silenzio come se niente fosse accaduto, partendo al contrattacco con conferenze stampa simpatiche e rilassate, con la consapevolezza acquisita di potersi godere felicemente un'altra fresca primavera.

Nel frattempo, dall'altra parte, a sinistra e da parte dei quadri politici, non si fa nulla. A manifestare o a creare per così dire 'l'evento' sono solo i cittadini, che sia il Palasharp, la piazza delle donne, o il festival di Sanremo con Vecchioni.

Insomma, come al solito, tanto rumore per nulla.

Poi ci lamentiano che siano i magistrati a tentare di scalfire il potere del Caimano.

E chi altri sennò?

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mercoledì 23 febbraio 2011

il lavoro dei sogni

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Su La7 è iniziato questo reality show innovativo dove tre concorrenti si sfideranno per ottenere un contratto a tempo indeterminato presso l'azienda Monster.

In realtà, un programma televisivo di successo di questo tipo esiste già negli Stati Uniti (The Apprentice) ed è presentato niente poco di meno che da Donald Trump, magnate americano divenuto famoso nel programma grazie alla frase con cui usava licenziare i concorrenti: "You're fired!" (in Italia a presentare è la nuora di Maurizio Costanzo).

Aldilà delle facili e banali battute su un programma di questo genere in Italia in questo momento, vorrei far notare quale sarà l'ambito posto di lavoro messo a disposizione: Telesales Representative.

A parte l'uso inutile ed indiscriminato della lingua inglese per queste definizioni, il telesales representative non fa altro che chiamare possibili clienti per vendere i prodotti dell'azienda per cui lavora.

In pratica, il vincitore, si troverà a lavorare in un call centre.

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giovedì 10 febbraio 2011

l'arcitaliano: far causa allo stato

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Berlusconi è ormai riuscito ad incarnare tutti i crismi possibili dell'italianità più becera. Addirittura, è giunto oggi ad annunciare un'esilarante causa contro lo stato. A parte che in questo modo si è finalmente materializzato nella sua interezza il conflitto d'interessi del presidente del consiglio il quale grazie ad esso è costretto ad intentare una causa praticamente contro se stesso, in ogni caso quest'annuncio non ha nessun fondamento reale e si basa unicamente sul fatto che appartiene proprio alla cultura italiana lo spirito di contrapposizione nei confronti dello stato, derivante probabilmente dai secoli di sottomissione che la nostra civiltà ha dovuto sopportare (quando invece non ci si rende conto che lo stato siamo noi stessi).

Ebbene sono moltissimi i cittadini che nel torto spesso fanno causa allo stato pretendendo un rigore dello stesso nei confronti della società che invece mai viene imposto a se stessi.

Come nel caso di quelli che inciampano su una buca e fanno causa al comune perchè non si era premunito di tapparla, essendo questo il suo compito.

Anche in questo caso il presidente del consiglio si è fatto comunque portatore di uno dei vezzi italiani che lo identificano perfettamente con la maggioranza di coloro che calcano il suolo della penisola.

Poi si chiedono perchè lo votano.

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martedì 8 febbraio 2011

The Kids Are All Right

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Beppe Severgnini ha detto che è contro il matrimonio tra gay e le adozioni alle coppie omosessuali. Ha detto che queste ultime sono particolarmente dannose quando hanno quel risvolto pubblico e mondano riscontrato ad esempio nel caso di Elton John. Ha affermato che tutto questo ce lo dicono il buon senso, la storia e la natura (la quale addirittura, secondo Severgnini, punta implacabile alla procreazione ed alla conservazione della specie).


Questa posizione conservatrice, nel senso che punta a conservare le cose come stanno e che quindi afferma la giustezza dello status quo è, come la maggior parte delle posizioni conservatrici, basata sull'ignoranza. E' vero infatti che in generale le posizioni conservatrici sono tali perchè chi se ne fa portatore o ha degli interessi particolari da perpetuare legati allo stato attuale delle cose (che non sono necessariamente negativi in riferimento agli interessi generali) oppure ha paura del nuovo che avanza. Questa paura, come è facile intuire, deriva dalla misconoscenza del nuovo: il buio fa paura e ci si sente molto più sicuri con ciò che si conosce che con ciò che non si conosce.

E' quindi compito dell'ignorante tentare di razionalizzare la propria paura informandosi su ciò che la procura in modo da esprimere pareri con cognizione di causa e non prettamente irrazionali.

Il buon senso non va contro le adozioni ai gay ed i matrimoni tra omosessuali semplicemente perchè esso è soggettivo e varia a seconda del portatore. Eventualmente, imporre il proprio buon senso agli altri è un'attività intollerante e autoritaria.

La storia e più in generale la conoscenza cha abbiamo delle attività umane nello spazio e nel tempo ci ricorda come il concetto di famiglia cambi nello spazio e nel tempo a seconda di una miriade di condizioni.

La natura da parte sua ci dimostra come l'omosessualità sia presente in ogni specie animale e di come nessuna di queste specie sia preoccupata della propria conservazione. Ponendo che più che verso la procreazione, la natura tende verso l'unione, la conservazione della specie non è affatto causa dell'usanza del matrimonio eterosessuale che è, da parte sua, un'istituzione unicamente di tipo culturale. D'altra parte, la conservazione della specie non è affatto messa in pericolo dai matrimoni tra gay, essendo essa largamente garantita dal livello di teconologia che abbiamo raggiunto oggi (in realtà non è mai stata in pericolo). Oggi altri sono i problemi, ad esempio lo è il cambiamento climatico.

Infine, dire che l'esposizione mediatica delle adozioni di Elton John sia deleteria per gli adottati è come dire la causa di ciò sia l'eventuale vergogna provata dai poveri figliocci per avere dei genitori gay (è comprensibile un'opinione del genere visto che chi l'ha espressa è contro i matrimoni gay). In questo caso mi preoccuperei più in generale dell'esposizione mediatica in generale di questi figliocci e il discorso in questo caso varrebbe anche per i figli di altre star come ad esempio quelli di Michael Jackson o Madonna, posto che in ogni caso non si capisce quali siano i problemi che ciò possa creare, aldilà di essere ricchi e famosi fin da bambini.

Altrimenti, se tutto ciò non basta, guardate The Kids Are All Right, film candidato agli Oscar che descrive con sensibilità e passione la normalissima vita di una coppia lesbica con due figli i cui problemi, evidentemente, sono gli stessi che hanno tutte quelle famiglie che quelli come Severgnini chiamano naturali o, alla meno peggio, normali.

Detto questo, ognuno la pensa come vuole e volendo è libero di gongolare nella propria ignoranza. L'importante è che non tenti di imporla anche agli altri.

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venerdì 4 febbraio 2011

foglia di fico

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Per la cronaca, mettiamo a verbale che l'esuberante napoletana Raffaella Fico, prima illibata di lusso e poi prostituta dichiarata di alto borgo, parteciperà come da copione all'Isola dei Famosi.

Dopo la gavetta, eccola finalmente e giustamente in una posizione di primo piano.

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martedì 1 febbraio 2011

giornalismo italiano

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Non è una pubblicità Rolex 

Vittorio Zucconi, direttore di repubblica.it e Radio Capital, figlio d'arte con doppia cittadinanza italiana e americana e residente da anni a Washington DC, è uno che nel suo blog ospitato dal sito di laRepubblica, umilmente chiamato "il blog del direttore" secondo quella tradizione tutta italiana della modestia intellettuale di chi ricopre cariche considerate teoricamente prestigiose, non perde occasione per spendere parole positive per il Partito Democratico, una volta dicendo che è la migliore alternativa, un'altra affermando che astenersi o protestare nei confronti della politica e dello stesso PD è come regalare voti a Berlusconi, un'altra ancora prendendosela con quella sinistra che toglie voti all'unica alternativa possibile e via dicendo, spesso anche con argomenti forzatamente favorevoli al partito che ancora presenta come classe dirigente quei comunisti che lanciavano molotov negli anni '70 (non che a destra siano messi meglio, intendiamoci) e a volte straripando nella più classica delle prostituzioni intellettuali.

Il suo ultimo j'accuse è in questi giorni lanciato contro Beppe Grillo (come accade in realtà spesso), reo di restare in silenzio in questi giorni di doverosa protesta, ammiccando che la ragione di tale silenzio sia la figuraccia fatta dall''Italia dei Valori nell'ultimo voto di fiducia a causa del trasformismo di due suoi deputati. L'esimio diretorissimo si chiede anche per chi voglia votare il disgustoso comico/imprenditore/prestigiatore Grillo nel caso si presentasse l'eventualità delle elezioni anticipate.

Si dimentica però che Grillo è il leader spirituale di un movimento politico e che non ha nulla a che vedere con Di Pietro sul piano delle alleanze politiche e che in questi giorni/mesi/anni il signor Grillo ha continuato a scrivere un post al giorno e che, soprattutto, se non ci sono manifestazioni è solo perchè queste furono indette e furono l'inizio del movimento cinque stelle, movimento che sta ora sviluppandosi in altri luoghi senza il bisogno della piazza.

Insomma, il processo è un pochino diverso da quello che viene raccontato e il direttore non ha perso l'ennesima occasione per rendere i propri polpastrelli protagonisti di un'opera di mistificazione della realtà degna del migliore dei regimi.

Di sicuro, l'autorevolezza si guadagna in modo diverso.

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lunedì 24 gennaio 2011

l'abito fa la monaca

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Due anni fa si parlava su questo blog di Raffaella Fico, concorrente napoletana di uno dei tanti Grande Fratello, alla ribalta della cronaca per aver offerto la propria illibatezza al modico prezzo di un milione di euro a chiunque si fosse messo sulla sua strada.

Di lei si ricordano soprattutto gli atteggiamenti preziosi.

Scopriamo con gioia oggi che la suddetta è stata una grande frequentatrice delle meravigliose feste di Silvio Berlusconi e che pare abbia anche superato il temibile esame bunga bunga, essendosi fermata in una delle ville del sultano per più di una notte.

Ecco un passaggio delle intercettazioni che parlano di lei:

Florina: ah ah Ludovica: sì ma niente di che, a una certa ora ce ne siamo andate via tutte... E' rimasta... Ah, e c'era la Fico, Raffaella Fico...
Florina: eh te pareva
Ludovica: non puoi capire, non puoi capire che cacchio fa quella
Florina: sì eh?
Ludovica: proprio si sbatte, cioè stessi atteggiamenti di Pasqualina proprio, uguale, proprio... son proprio due napoletane di merda... comunque...

Constatiamo con gioia che la cotanta donna pare abbia finalmente trovato il benefattore che stava cercando.

Mi pare sia il caso di ricordare tre passaggi di una delle lettere scritte da Veronica Lario, la quale ci rivelò tutto già allora:

"Non posso stare con uno che frequenta minorenni"

"Figure di vergini che si offrono al drago per rincorrere il successo e la notoretà"

"Ho cercato di aiutarlo...ho implorato le persone che gli stanno vicino di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene"


Con una persona che non sta bene...


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