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martedì 12 aprile 2011

certezze

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In vista delle elezioni ammministrative di maggio, il presidente del Milan ha dato in pasto ai soliti idioti l'ennesima frottola a costo zero, mettendo con astuta abilità la pulce Ronaldo nelle orecchie di potenziali elettori.

Per chi non lo sapesse, il costo del giocatore, a causa della clausola rescissoria del suo contratto, si aggira intorno al miliardo di euro, più si dice, qualche baiocco.

Quindi, rassegnatevi a vederlo calcare senza alcun dubbio i campi di Serie A l'anno prossimo.


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martedì 5 aprile 2011

4-2-anarchia

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Per non affrontare l'eventualità di rimangiarci le parole che avremmo pronunciato, fino ad oggi non avevamo affrontato l'argomento Leonardo, nonostante i sospetti che nutrivamo sulle eccellenti prestazioni della squadra da lui allenata, aldilà delle vittorie che, dubitavamo, fossero state quasi sempre agguantate in modo grottesco e fortunato. Però alla fine questa sera si è comunque conclusa la carriera da allenatore di Leonardo, dimostrando al mondo del calcio che non tutti sono necessariamente predisposti a questo tipo di attività.

La storica sconfitta contro lo Shalke04 in CL ha infatti definitivamente affossato tutte le vane speranze che i tifosi interisti riponevano sull'ottimista allenatore, imparando l'ennesima lezione che la maestra paziente della vita ha di nuovo gentilmente tenuto per coloro che credono che volere fortemente una cosa sia sufficiente ad ottenerla, senza capire però che invece questo è un atteggiamento soltanto necessario e che è soprattutto importante lavorare per raggiungere determinati risultati.

Quindi ben vengano la positività e l'allegria, lo spirito di gruppo, l'amore reciproco, la voglia di condividere emozioni e di godersi le sensazioni che ci vengono quotidianamente offerte dallo spettacolo della vita, ma nel calcio forse sono più importanti un centrocampo ben fornito e una difesa decente.

E non è possibile che si debba affrontare una partita non solo con la convinzione di essere privilegiati per vivere delle emozioni incredibili, ma anche con la certezza che la squadra avversaria riesca a mettere in difficoltà la propria difesa e addirittura segnare gol come se piovesse ogni singola volta superi la metà campo. E non è possibile che un allenatore che si accorga nella prima parte della gara di questa indecente situazione non ponga rimedio, essendone certamente in grado visto che conosce il calcio molto di più di quanto lo conoscano chi scrive qui e tutti coloro che non mancheranno di fargli notare per l'ennesima volta le stesse cose che vengono sottolineate in queste righe.

E non è possibile che un allenatore non si accorga che la propria squadra faccia arrivare l'avversario al limite dell'area senza colpo ferire per poi inevitabilmente trovarsi in difficoltà irrimediabili. E non è possibile che tenga in campo per novanta minuti novanta uno come Motta che nulla ha fatto per meritarsi il privilegio di non dover rincorrere l'avversario o contrastare le sortite offensive dei mediocri tedeschi. E che lo tenga in campo addirittura sostituendo un tonico Kharja, entrato da poco prima l'ennesima idiozia di Chivu, senza sfigurare.

E parallelamente a questo, poco contano la condizione imbarazzante di Maicon e la gioventù di Ranocchia.

Insomma caro Leonardo, se come spesso e anche stavolta hai detto che troppe sono le variabili da analizzare per capire i motivi della sconfitta, almeno rendiamoci conto che non sempre vince l'amore, tanto meno sull'odio.


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martedì 29 marzo 2011

calcio ci manchi

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Provo un senso di vuoto, una stranissima sensazione di ansia condita a nervosismo, di quelle tipiche che sopraggiungono all'improvviso quando si vuole far tutto e non si riesce a far nulla, e che sono tali proprio a causa della quantità del dovere con il quale ci dobbiamo confrontare in giornate come questa. Nonostante l'immane flusso di informazioni al quale posso volontariamente sottopormi, non riesco a colmare una certa indescrivibile  mancanza che mentalmente sento di avere dentro e che non mi permette di concentrarmi sufficientemente bene sul presente. Sono infatti in preda ad uno spasimante slancio verso il futuro che tuttavia non riesce a rendere piacevole l'attesa in questi angosciosi ed incomprensibili momenti di opacità intellettiva. Passano inevitabilmente i minuti, ma non la necessità tragicamente insoddisfatta di riempire il tempo con attività che diano un senso compiuto allo scoccare gravoso dei secondi.

Ecco, è questo lo stato d'animo che penso di condividere con tutti i giocatori di fantacalcio di questo pianeta, orfani anch'essi di una decente giornata di campionato, in balìa di inutili prestazioni calcistiche da parte di altrettanto inutili nazionali, occupate a sprecare energie preziose per giocare partite mediocri dal punto di vista atletico e tecnico.

La pausa del campionato per gli incontri qualificazione delle nazionali (per non parlare delle amichevoli) è forse il prezzo più alto da pagare per chi semplicemente chiede che si giochino partite di calcio sensate e che suscitino almeno un interesse minimo dal punto di vista agonistico.

Però, pronti a sacrificarci durante questi giorni nefasti di dura ed estenuante attesa, lasciamo che sia la speranza a trasportare i nostri sentimenti verso quelle settimane in cui non passa giorno o addirittura ora in cui non vi sia una partita importante e soprattutto esteticamente apprezzabile da seguire, inneggiando spudoratamente ai geni della comunicazione che per motivi di profitto hanno spalmato queste prestazioni atletiche di soli 90 minuti in intere giornate di calcio, senza comprimerle ingiustamente nell'ora e mezza che tempi addietro caratterizzava la domenica, alla faccia di quei nostalgici bacchettoni che ancora oggi incredibilmente se la prendono con lo show business.

Che giochino ogni tre giorni sempre, e che lo facciano bene.

Ti aspettiamo campionato.

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giovedì 10 marzo 2011

ibracadabra (contro le piccole)

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23 partite in Champions League giocate, 3 gol segnati.

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martedì 8 marzo 2011

mai colpa nostra

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Certo, quando ci si trova di fronte a delle malefatte e a dei comportamenti corrotti della levatura di quelli di Luciano Moggi e della Juventus pre-calciopoli, è difficile non parlare degli arbitri. Ma quando ci si riferisce ad un fantomatico "aiutino" ricevuto dal Barcellona contro l'Arsenal ed io sinceramente non riesco a capacitarmi di quale fosse stato questo aiutino (forse il secondo giallo a Van Persie, seppur legittimo, ma dubbio e in ogni caso non si può pretendere dall'arbitro di capire le intenzioni dei giocatori e di saper quindi leggere nel pensiero) dopo una partita in cui la squadra di casa ha dominato, in cui Messi, Iniesta e Xavi sono stati semplicemente straordinari e anzi incredibili, in cui l'Arsenal non è riuscita a far nulla nemmeno a segnare il proprio gol che è stato infatti il risultato di un goffo autogol

bè allora mi viene da pensare che noi italiani siamo veramente malati.

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domenica 6 marzo 2011

sudditanza psicofisica

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La pochezza della partita Juve - Milan è stata all'altezza delle aspettative e se non è finita zero a zero è stato solo grazie ad un gol degno della giornata calcistica, nato da una classica ciccata di sinistro da parte di Gattuso e da una mezza papera di Buffon. Grazie a questo triste spettacolo, coerente peraltro con il livello della squadra di casa, abbiamo potuto constatare con tristezza e malinconia o giubilo e sorpresa, a seconda del punto di vista (tifoso o meno) con il quale potevamo approcciare l'evento, che la Juventus è definitivamente sprofondata nel limbo delle squadre di mezza classifica, essendo stata inghiottita in una mediocrità dalla quale sarà difficile uscire, impantanata con una proprietà che ha purtroppo già investito tutti i propri denari, spendendoli tutti male.

Così i tifosi Juventini si sono ritrovati a dover sperare nelle gesta di gente come Melo, Traore, Toni, Krasic, Martinez o Matri, ognuno dei quali siederebbe mestamente in panchina in squadre come Milan o Inter. Considerando poi che è stata ormai appurata la tendenza di Krasic a tuffarsi ad ogni piè sospinto, è stato molto malinconico anche per il non tifoso pensare alle promesse di rivalsa fatte dalla società ad inizio stagione, quando le velleità di scudetto ancora erano un sogno che si concretizzava nei proclami delle folte sopracciglia del presidente, e confrontarle inevitabilmente con la prestazione di ieri sera, evidentemente degna di un Bari o un Bologna qualsiasi.

Incomprensibile anche la cocciuta testardaggine dell'arruffone Del Neri il quale nonostante i fior fiore di giocatori messi in campo teneva il coniglietto bagnato a prendere freddo in panchina, come un vecchietto qualsiasi, quando in una squadra di questa caratura sarebbe stato l'unico a portare un pochettino di grinta e qualità, seppur stanca e stantia.

Il problema della Juve è proprio questo: credere che chi va in campo oggi potrebbe far meglio dei campioni di ieri quando invece, se tornassero a giocare Nedved, Trezeguet e Del Piero, farebbero di certo qualcosa in più di questa banda di finti campioni, resi tali unicamente delle illusioni di grandezza dell'Agnellino viziato.

E' tempo di resettare le proprie ambizioni: le partite importanti che la Juve giocherà da qui in avanti per i prossimi anni, non saranno quelle contro l'Inter o il Milan, ma contro il Palermo o la Sampdoria.

E le sfide contro le grandi squadre serviranno solo a tirar fuori l'orgoglio dei giocatori che in questo modo troveranno motivazioni diverse nel giocare contro squadre che al posto loro calcano campi di ben altra caratura.

E così, il derby d'Italia sarà per la Juve quello che è per il Torino il derby di Torino.

Un'occasione per ricordare i tempi che furono e per lamentarsi della sudditanza psicologica degli arbitri.

Che ha luogo, notoriamente, solo nei confronti delle grandi squadre.

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lunedì 28 febbraio 2011

quanto conta l'allenatore

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Succede spesso nelle coppie che quando uno dei partner sospetti pesantemente di essere tradito o tradita, l'unica cosa che possa placare il sospetto e quindi l'ansia che da esso deriva sia solamente la scoperta del tradimento stesso, che viene quindi auspicato incoscientemente da chi lo subisce.

La stessa cosa succede delle volte a quelle squadre che hanno la consapevolezza di essere inferiori rispetto al proprio avversario e che quindi attendono in modo implacabile il momento espiatorio del subimento del gol per poter finalmente tirare un meritato sospiro di sollievo.

E' successo questa sera al Napoli che, evidentemente, aveva la consapevolezza di essere di gran lunga inferiore rispetto al Milan e che quindi per tutta la partita non è riuscito a concludere un passaggio che fosse uno e tanto meno un'azione da gol almeno lontanamente pericolosa, mentre il povero Cavani non ha toccato palla ed un Pato galvanizzato dalla relazione con la birichina Berluschina Barbara ha dimostrato la sua classe ed il periodo di forma smagliante che sta attraversando. Tanto basta per un tre a zero senza storia e persino noioso.

Ma perchè il Napoli è sceso in campo con le gambe che, come si dice, facevano giacomo-giacomo e senza riuscire nemmeno a giocare? A mio parere, vista la portata dal massacro che ha avuto luogo in campo da parte dei giocatori del Milan nei confronti di quelli del Napoli, il complesso d'inferiorità e l'ansia da prestazione non possono bastare a spiegare una prestazione al limite del ridicolo e, d'altra parte, non può essere spiegata nemmeno dalla semplice superiorità del Milan e dalla sua ottima prestazione che sicuramente, pur avendo contribuito alla pessima prestazione del Napoli, non è stata di certo la causa della miriade di passaggi sbagliati da parte dei giocatori del Napoli e soprattutto dell'incomprensibile mani in area di Aronica.

Forse la risposta va invece cercata nel leader, l'allenatore, quel Mazzarri che a forza di lamentarsi  ingiustificatamente ha impresso nella mente dei propri giocatori una mentalità perdente. Già mi immagino le sue prediche negli spogliatoi prima della partita, volte all'autocommiserazione anzichè all'orgoglio: "Loro sono più forti, dobbiamo comunque farci valere, non abbiamo Lavezzi che ce l'hanno squalificato ingiustamente, siamo inferiori, quelli hanno Ibrahimovic e Pato che sono campioni e noi siamo gente normale ma possiamo  sempre dire la nostra" e via piangendo. 

Probabilmente questo atteggiamento ha creato un clima irrespirabile all'interno dell'organizzazione Napoli, un clima opprimente e ansioso che ha inesorabilmente creato degli agnelli da disperdere in un campo di lupi, perchè è poi stato questo lo spettacolo al quale abbiamo assistito.

A questo proposito, ricerche scientifiche ci dicono che il clima che per così dire si respira all'interno di un'organizzazione sia per addirittura un terzo la causa dei risultati che tale organizzazione possa eventualmente raggiungere (mentre per gli altri due terzi ci sono da tenere in conto variabili prettamente economiche e che riguardano le dinamiche della competizione). Altre ricerche scientifiche ci dicono inoltre che questo clima viene influenzato e creato per almeno il 70% dal comportamento e l'attitudine del leader che, nel caso di una squadra di calcio, è l'allenatore.

Ora, se volete una risposta alla secolare domanda su quanto conti o meno l'allenatore, eccola: il 70% di quel 33%, ovvero il 23.1%.

Quindi praticamente un quarto sul totale anche se, delle volte, quel quarto può essere fatale.

Soprattutto quando ad allenare è un cane bastonato come Mazzarri.

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breaking news

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Giusto per ritornare al calcio senza le pesanti analisi pseudo-scientifiche che di solito propiniamo ai nostri poveri lettori, mi pare giusto ricordare oggi quello che si diceva tempo fa del fair play finanziario, quando da parte juventina soprattutto, vista la rigidità dei bilanci di solito stilati dalla triade, si rimproveravano al pazzo petroliere milanese dei debiti fuori misura, delegittimando le eventuali vittorie al netto delle attività criminali bianconere.

Oggi la Juventus, da parte sua anch'essa legata a certi petrolieri (stavolta libici, detentori del 7,5% della proprietà), ha chiuso il primo trimestre con 39,5 milioni di debito.

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mercoledì 16 febbraio 2011

la presupposta superiorità della razza

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Come i giornali inglesi e la telecronaca faziosissima (che abbiamo seguito in diretta) dei commentatori inglesi di SkySports Uk , che in quanto tali ragionano come inglesi medi ovvero per stereotipi e pregiudizi negativi, senza contare il seppur comprensibile tifo spudorato per il Tottenham, fanno di tutti noi dei Milanisti.

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martedì 11 gennaio 2011

Messi(a)

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A quegli scaltri navigatori che non se ne fossero ancora accorti, facciamo notare che in questo blog sul lato destro c'è un social plugin di Facebook che rimanda alla pagina di Urlo Mundial sul social network più usato della rete.

Il senso di questo meraviglioso gadget è tra gli altri dato anche dalla possibilità di pubblicare video e di poterli poi visionare su questa pagina.

Il punto è che tempo fa pubblicammo un video preso da youtube su Lionel Messi, pallone d'oro per la seconda volta. Diciamo che quel video, che ripubblico qui sotto, legittima il premio dato al funambolo del Barcellona, nonostante la sorpresa generale e anche personale del sottoscritto.

Penso che in questo modo la Fifa abbia ovviato all'incompetente ingiustizia generata dalla dimenticanza di Milito e dal ridicolo podio in cui erano presenti anche Xavi e Iniesta, viste le prestazioni e i risultati dell'anno passato nel paragone con quelli ottenuti da gente come Sneijder e lo stesso Milito.

Insomma, visto che si erano ingiustamente dimenticati di altri e che  non avrebbero potuto premiare coloro che in realtà non sono e non sono stati i migliori, hanno risolto l'arcano premiando il più sportivo ed allo stesso tempo il più forte.

Hanno in pratica premiato una filosofia, dando un messaggio chiaro: il calcio è uno sport bellissimo.

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martedì 21 dicembre 2010

è morto Marcello Lippi*

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Toscano dai modi rudi, arrogante quanto basta a vincere un mondiale e tanto tesdardo da riuscire a perderne uno come mai era stato perso nella storia calcistica italiana.

Nel giorno della sua morte tornano alla mente soprattutto le vittorie con la Juventus a metà anni novanta, negli anni della rinascita juventina quando, in concerto con la triade composta da Moggi, Bettega e Giraudo contribuì a dei successi fantastici che continueranno incredibilmente fino alla prima metà della prima decade del terzo millennio. Tanto incredibilmente però che pochi anni più tardi verranno contestati con successo da tribunali sportivi e civili che ne dimezzeranno irrimediabilmente la portata. Gli stessi tribunali che in precedenza avevano indagato sull'uso illegale di una quantità spropositata di farmaci da parte della Juventus, retrocederanno infatti la squadra bianconera in Serie B e la priveranno di due scudetti vinti negli anni del dopo-Lippi, il quale era in quel periodo già impegnato a costruire il successo mondiale del 2006.

Privato ingiustamente della poesia della panchina a causa del divieto di fumare sigari in campo, egli potè infatti finalmente godere del suo amato vizio in Germania, dopo una finale storica vinta contro la Francia ai rigori sfatando tanti di quei miti e scacciando tutti quei fantasmi che le precedenti sconfitte contro i transalpini avevano rievocato nel grande giorno di Berlino.

Il suo essere toscano gli costerà poi caro quattro anni dopo quando, dopo essersi codardamente messo da parte per attendere l'esito del processo nei confronti del figlio (in odore di Gea), ritornò saldamente al timone della nazionale, imponendo la propria figura contro la volontà dei più ed imponendo anche le figurine sbiadite di quei giocatori campioni del mondo ormai sfiniti e logorati dall'età e dai successi. E' così che impone anche alla Juventus un mercato estivo tutto rivolto ai mondiali che si terranno in Sud Africa nel 2010, in modo da collaudare sul campo della Serie A la nazionale che disputerà questi mondiali ricchi di aspettative, con la promessa che sarà lui stesso a condurre la Juventus verso un nuovo ciclo di vittorie dopo aver compiuto la missione in azzurro.

Purtroppo però non finirà come Marcello il toscano se l'era aspettata e i campioni del mondo usciranno miseramente dal mondiale africano senza neanche superare la fase iniziale dopo aver dimostrato all'Italia intera che il gruppo e la voglia non bastano a vincere un torneo. Di conseguenza, coerentemente con il suo modo di fare ambizioso e furbo,egli rinuncierà anche alla Juventus, nascondendosi, nonostante le promesse, fino al triste giorno della sua morte.

In mezzo a tutto questo, la breve parentesi all'Inter che i tifosi ricordano soprattutto per le sue scurrili uscite in conferenza stampa, l'incapacità di conquistare un posto in Champions League e l'acquisto sconsiderato di giocatori come Macellari e Hakan Sukur.

Se, come si dice, la ruota della fortuna è una ruota che gira, allora per Lippi è girata nel verso giusto in nazionale.

Noi lo ricorderemo così, con quella faccia da cowboy ed il sigaro in bocca, un uomo tutto d'un pezzo che ci ha fatto pagare un mondiale più di quanto in realtà valesse.

Forse è per questo motivo che per gli italiani il ricordo del mondiale del 1982 è ancora più vivo e toccante del mondiale vinto nel 2006.

E' bello constatare che, ancora oggi, lo stile conta più dei risultati.


(*) post satirico

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domenica 19 dicembre 2010

le coppe

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Della coppa dell'amicizia che così fu definita da Roberto Mancini ai tempi in cui il Milan veniva santificato in ogni dove come club più titolato del globo c'è poco da dire visto che è stata ciò che ci si aspettava fosse, aldilà della sorpresa della finale giocata dall'Inter contro una squadra africana (per fortuna non siamo stati costretti ad osservare le orribili scene di giubilo che si sarebbero materializzate in caso di gol del Mazembe, alla faccia del folclore).

Nonostante questo l'Inter si è come al solito contraddistinta per la cronica capacità di divenire psicologicamente instabile, essendo il grado d'isteria di coloro che mettono piede alla pinetina direttamente proporzionale al loro periodo di permamenza. In questo caso quindi oltre alla vittoria ci sono da registrare lo sfogo di Benitez e Stankovic: il primo che minaccia di andarsene ed il secondo che si lamenta di non aver giocato dall'inizio. Ancora una volta, in entrambi i casi ed in modi diversi viene miserabilmente evidenziata l'incompetenza della dirigenza. Personalmente vorrei mettere agli atti anche un brevissimo parere sull'esultanza di Eto'o: di gran lunga l'esultanza più brutta e incomprensibile della storia, degna sostituta degli eventuali rimbalzamenti sul deretano del portiere congolese.

Di positivo per i nerazzurri c'è comunque una gita fuori porta, al caldo, con due facili partite giocate come se fossero amichevoli e la possibilità di recuperare energie ed infortuni lontano dal gelo che sta colpendo in questo momento l'Italia.

Più di tutti però, questa finale attesa quarantacinque anni diviene clamorosamente l'ennesima scusa per farvi notare una cosa piccolissima sul piano materiale, ma gigante sul piano morale. ilPost, sempre lui, ci ricorda in poche righe che ci sono online dei link utili per poter guardare la partita in diretta streaming sul proprio computer. Allo stesso tempo però si ricorda al lettore quanto la pratica possa essere illegale e così, fatte le dovute raccomandazioni, si conclude con un viscido 

"In ogni caso, ognuno decida come regolarsi e cosa fare della propria connessione internet."


Insomma, si attirano visitatori al proprio sito con queste esche ed allo stesso tempo ci si distanzia dalle pratiche con disinvolta sapienza. Allora perchè metterli quei link, se non si vuole rischiare di essere accusati di incentivare comportamenti illegali? A mio modestissimo e disinteressato parere, quei link equivalgono in tutto e per tutto alle foto birichine ed osè che quotidiani online come Repubblica.it mettono ogni giorno sulla barra di destra per incrementare il numero di visitatori tra un bikini ed una tetta, pratica che è stata sempre aspramente criticata dagli autori stessi del ilPost.
Come al solito, la bella doppia morale del purismo.



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venerdì 10 dicembre 2010

post della vigilia

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Sembra che la profezia mortuaria del già trapassato Eugenio Scalfari sulla dipartita anticipata di questo governo Berlusconi sarà per l'ennesima volta puntualmente smentita dai fatti. Naturalmente non siamo in grado di capire se siano i fatti ad essere tali (per chi non l'avesse ancora capito stiamo parlando del voto di fiducia del 14 dicembre che sembra avrà esito positivo anche grazie al trasformismo lucrativo dei nostri parlamentari) grazie alla previsione del barbuto vate il quale come noto è un portatore sano di iettature clamorose, oppure se semplicemente essi siano tali aldilà delle previsioni della mummia parlante che in questo caso non farebbe altro che sbagliare costantemente gli auspici oggetto delle sue atroci attenzioni.

Per fortuna però, essendoci ormai ri-abituati in tempi record alla prospettiva di vedere il camaleontico nano saldamente in sella al proprio governo per almeno qualche mese ancora, ci sono sempre le nuove vicissitudini interiste a sollazzare i bisogni di leggerezza che noi come altri abbiamo in questi tempi di crisi. Ebbene, non passa minuto che la nostra curiosità non venga stimolata dall'attesa della fine del mini-torneo che assegnerà la coppa intercontintale, non per sapere chi vincerà una coppa che solo una squadra isterica come l'Inter potrebbe essere in grado di perdere, ma soprattutto per scoprire quale sarà l'eletto traghettatore che prenderà in mano la squadra dopo la scellerata gestione Benitez, uno che con quel fisico, quello stile e quell'inconfondibile portamento potrebbe fare il vigile urbano ma non l'allenatore di calcio. Un allenatore di calcio obeso infatti, a differenza di un allenatore di sumo, non è credibile a prescindere dal suo curriculum.

Aspettando dunque di testare con delle insperate elezioni anticipate la credibilità di uno che si scontra con l'America a causa della sua amicizia con la Russia dopo che per anni ha basato la sua ideologia politica sulla paura dei comunisti, serenamente ci immergiamo nel mondo calcistico, unendo il nostro indignato disappunto a quello di Massimo Moratti, il quale si è lamentato pubblicamente di non aver ricevuto l'Ambrogino d'oro, premio donato dalla città di Milano per altissimi meriti nell’ambito delle opere caritatevoli, della ricerca scientifica e medica, della scuola, della cultura e dell’arte, attività che fanno notoriamente parte della sfera calcistica-imprenditoriale del nostro paese.

Siamo così tristemente felici di constatare che in Italia, grazie al cielo, le tragedie e le farse sono due faccie della stessa medaglia. 


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venerdì 3 dicembre 2010

La macchina del fango - parte 2

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Prima però vorrei far notare a tutti le incongruenze del calcio. Infatti praticamente tutti hanno paragonato la testata di Eto'o a Cesar a quella di Zidane a Materazzi. Naturalmente, tutti si sono anche dimenticati di sottolineare come, in quell'occasione, anche Materazzi fu squalificato per ben due giornate, per provocazione.

Mi chiedo: perchè allora non hanno squalificato anche Cesar? Visto che dal 2006 le regole non sono cambiate, qualcuno sta facendo uso indiscriminato di prostituzione intellettuale.


Intanto continua la delegittimazione di Ronaldinho in casa Milan. Dopo i video delle sue uscite notturne che in altri tempi anzichè finire nelle mani di giornalisti senza scrupoli venivano derubricati a leggende metropolitane e dopo le umilianti chiamate alle armi nei minuti di recupero, ecco lo scarica-colpe per antonomasia, avvenuto per via conferenza stampa attraverso la bocca dell'allenatore Allegri.

"Se non è felice, è libero di andarsene".

Come a dire è lui, il signorino, a non essere felice qui e quindi è lui a volersene andare. 

In pratica, da giocatore determinante a viziato ingrato. La musica che suona per Ronaldinho non è più così orecchiabile come i samba che ha ballato anche nelle ore più tarde, anche a Milano, da sempre.

In certi ambienti ci si mette poco a passare dall'essere protetto all'essere distrutto.

Buona fortuna dentone. 


*La macchina del fango - parte 1


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lunedì 29 novembre 2010

Macchina del fango

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Fatto entrare in campo durante il recupero, sorpreso all'uscita da un ristorante a notte inoltrata: la macchina del fango colpisce anche Ronaldinho.

Evidentemente, a gennaio sarà costretto a dare le dimissioni.

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sabato 27 novembre 2010

Non sono una signora

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Il ritorno di Zeman e i conti in sospeso con la Juventus (da Report):


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giovedì 25 novembre 2010

Invidiosi

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Gli ultimi eventi calcistici sono ormai manna dal cielo per i prostituti italiani che scrivono o pensano di calcio visto che, dopo la sconfitta dell'Inter e la testata di Eto'o, ora ci si è messo anche il mai dimenticato Mourinho a provocare il livore dei soliti invidiosi che parlano per faziosimo dichiarato o moralismo a comando.

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mercoledì 24 novembre 2010

G o o g l e

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Ormai si è capito che anche la pubblicità per funzionare debba essere interattiva. Google ha ora lanciato in Italia una campagna pubblicitaria e tutti possono creare attraverso youtube un proprio spot per il motore di ricerca. Anche io ho creato il mio:


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domenica 21 novembre 2010

Amarcord

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sottotitolo: E vai col trenino!



Per la gioia di grandi e piccini l'Inter è di nuovo tornata ad essere quella squadra isterica e disorganizzata alla quale ci eravamo abituati prima del ciclo vincente iniziato da Mancini e finalizzato da Mourinho e, per loro fortuna, tutte le vedove della carta stampata possono finalmente tornare a respirare quell'aria di giovialità che tirava in tempi più sospetti, ma certamente anche più felici.

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lunedì 15 novembre 2010

Houston, we have a problem

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E' purtroppo ormai evidente che l'uomo, seppur gentile e signorile largamente oltre il limite del buonismo autolesionista, non ha il controllo della situazione e sia ormai perso nell'indecisione più comica, nonostante continui a tentare di predicare l'unico credo di cui sembra essere capace: quell'inutile pressing alto che in Italia (ma anche in Inghilterra) sta creando ed ha causato sfaceli, naturalmente sempre e solo per la squadra che allena ed ha allenato e non per quelle che dovrebbe asfaltare con cotanto asfissiante e rivoluzionario metodo di gioco. Basta guardare all'azione del rigore di Ibrahimovic, involatosi da solo contro i due difensori centrali in contropiede con mezzo campo libero e gli altri innumerevoli contropiedi che durante la partita di ieri si sono dal nulla materializzati per il Milan.

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