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mercoledì 23 marzo 2011

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E' recente la storia del ministro tedesco aristocratico detentore di Phd dimessosi dopo essere stato accusato di plagio nella sua tesi di dottorato e dopo che il plagio si è rivelato tale.

Di questi giorni è invece la scoperta del falso curriculum della Santadechè (copy right: Dagospia) la quale si è ingiustamente vantata di aver conseguito un Master alla Bocconi SDA (più semplicemente avrebbe potuto frequentarlo veramente, non le sarebbe costata una fatica insostenibile). Dopotutto è molto italiano il vizio di condire ed abbellire il proprio cv con fatti, seminari, corsi e diplomi totalmente falsi o inventati e soprattutto è una necessità dovuta per chi si affaccia nel mondo del lavoro ovunque (qualora le baggianate non siano clamorose come quella di cui sopra) e quindi la plasticata onorevole è mezza giustificata.

Questi due fattucoli fanno però tornare alla mente le comiche gesta del nostro presidente del consiglio quando, a metà degli anni ottanta, addirittura si prese la briga di copiare prefazione e traduzione di testo latino da un libro scritto da un esimio professore universitario, mettendo la propria firma in un'edizione da un migliaio di copie da lui commissionate per sè e i propri amici, in modo da potersi bullare in modo illegittimo del suo eclettico bagaglio culturale.

Naturalmente, il fatto non si consumò solo nella copiatura e nella tragica scoperta del plagio, ma grazie all'incauta ironia del professore plagiato si protrarrò anche nel tempo: quest'ultimo infatti più volte minacciò il cavaliere di denunciarlo per gli ingiuriosi fatti di cui si era reso protagonista provocando in questo modo le tipiche reazioni del valoroso imprenditore. Ovvero continui tentativi di persuasione attraverso regali puntualmente rispediti al mittente, barzellette esilaranti e adulazioni gratuite quanto sorprendenti nella loro spudoratezza.

Fino all'epico bigliettino finale: "Per carità non mi rovini!!!" (sì, esclamativi inclusi!).

Per chi volesse leggere tutta la storia, ecco l'incredibile articolo di Marco Travaglio.

Ah, dimenticavo: naturalmente Travaglio scrisse nel 2006 quell'articolo solo per puro, fazioso e terroristico quanto deplorevole anti-berlusconismo.


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