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lunedì 21 marzo 2011

riassumendo

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Visto che il divieto di volo sopra la Libia imposto ai famosi Mig libici e di conseguenza la guerra a Gheddafi per poter rendere tale divieto attuale (anche se tale consequenzialità è oscura ai più e sembra che la temutissima no fly zone sia più che altro una forma soft di dichiarazione di guerra) stanno oscurando i drammatici eventi che hanno colpito il Giappone, vorrei tranquillizzare l'animo di chi legge tornando a parlare di nucleare, spiegando alcune cose che sono riuscito a capire o ad illudermi di aver capito in questi giorni.

C'è stato un terremoto che ha provocato uno tsunami che a sua volta si è abbattutto sulla centrale nucleare di Fukushima, intelligentemente costruita sulla costa da parte di una civiltà che ha coniato essa stessa il termine tsunami (anche se non vorremmo essere ingrati e sottolineiamo che il nucleare in Giappone è stato gentilmente importato dagli americani dopo la seconda guerra mondiale).

Tale centrale di Fukushima ha sei reattori, due dei quali dismessi da qualche anno, mentre gli altri sono  ora semidistrutti. Infatti lo tsunami di cui sopra si è abbattutto sulla sicurissima centrale (che al tempo della costruzione si suppone fosse di ultima generazione) provocando ingenti quanto visibili danni ai reattori. Naturalmente ciò non è avvenuto in modo diretto perchè sarebbe molto preoccupante se fosse bastata un'onda ad abbattere una centrale nucleare.

In realtà l'onda ha abbattutto i generatori di elettricità adibiti alle pompe di raffreddamento dell'acqua delle vasche in cui sono contenute le barre di combustibile. Con queste maledette pompe fuoriuso l'acqua delle vasche ha iniziato a surriscaldarsi e ad evaporare rompendo un equilibrio critico che ancora oggi non è stato ristabilito.

Tutti questi clamorosi e tragici danni non hanno nulla a che fare con il nocciolo, che sarebbe un nucleo di cemento (circondato dalle vasche come da disegnini visti sui giornali) all'interno del quale avviene la fusione. Nelle vasche infatti vengono semplicemente parcheggiate le scorie nucleari, ovvero i residui dei materiali ormai inutilizzabili dopo la fusione (nella centrale di Fukushima oltre all'uranio c'è anche il plutonio). Dovete sapere a tal proposito che la fusione nucleare è il processo per produrre energia che tra i tanti lascia dietro di sè più scorie. Per la creazione di energia viene infatti usato solo il 10% del materiale combustibile: è come se per tenere un camino acceso il 90% della legna usata divenisse cenere (scorie) e il 10% bruciasse producendo calore.

Il surriscaldamento anomalo dei reattori, e l'evaporazione dell'acqua hanno non so per quale motivo provocato l'accumulo di idrogeno e quindi delle esplosioni. Le esplosioni hanno naturalmente polverizzato le strutture dei reattori e probabilmente hanno anche indebolito i noccioli di cemento armato. D'altra parte, la parziale distruzione delle strutture esterne dei reattori ha permesso a dei valorosi pompieri di sparare acqua con dei cannoni all'interno dei reattori stessi anche se tale operazione ha avuto la stessa efficacia di un bambino che tenta di svuotare il mare con un secchiello.

Il risultato di questi interessanti quanto bizzarri avvenimenti è stata l'evacuazione di ben 200.000 (duecentomila!) persone e la formazione di una nuvola tossica che a detta degli addetti ai lavori grazie ai venti propizi si sta dirigendo verso  Nord, ovvero verso il mare.

Allo stesso tempo però tra gli italiani del Maggio Fiorentino che erano rimasti a Tokyo e che dopo mille peripezie sono ritornati in Italia si registrano livelli di radiazioni fuori della norma. Lo stesso vale per l'acqua di Tokyo e per prodotti ortofrutticoli della ridente zona agricola.

Tokyo dista circa tre ore da Fukushima ed è abitata da circa 20-30 milioni di persone (andiamo a spanne).

Detto questo e appurato che osservare delle esplosioni in una centrale nucleare non è tranquillizzante, 

devo ammettere di non sentirmi particolarmente ottimista in questa circostanza.

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